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Comunicato stampa sul parco Iride di Vigodarzere


Il parco Iride, struttura di utilizzo pubblico, conosciuta da tutti i cittadini di Vigodarzere e non solo, così come lo abbiamo conosciuto da metà maggio non esisterà più. Il Comune di Vigodarzere ci impone infatti l'abbattimento dell'intero immobile principale, destinato ad accogliere le attività conviviali, sociali e culturali che sino a qui si sono svolte; lo stesso Comune ha usufruito gratuitamente del parco Iride per attività pubbliche ed istituzionali fino a settembre scorso, e, ironia della sorte, abbiamo ricevuto una richiesta anche per il 22 maggio prossimo, data successiva all'effettuato abbattimento. A dimostrazione di tutto questo vige da 20 anni tra Fondazione e Comune una convenzione a titolo gratuito per fruire del luogo.
Il fatto, che per noi è traumatico, avverrà a causa dell'ordinanza dell'amministrazione comunale, la quale ha ritenuto che la struttura del parco Iride sia un abuso essenziale. Concretamente è bene ricordare che l'abuso contestato riguarda un ampliamento della superficie di circa 35 cm di larghezza (per un totale di 37 mq) e la diversa pendenza del tetto. Ricordiamo che in quel luogo avremmo potuto costruire altri 300 metri cubi nel pieno rispetto del piano regolatore, della destinazione d'uso e dei confini; e questo non è stato fatto per i desideri, ma soprattutto i valori, dei volontari che hanno realizzato l'opera, i quali non avevano alcuna finalità di speculazione immobiliare ma solo finalità sociali. Tali supposte difformità sono state quindi realizzate in buona fede con un unico impegno: dare vita a Vigodarzere ad un luogo in cui tutti i cittadini potessero ritrovarsi.
Ma riportiamo ora i fatti.
La Fondazione, fino alle prime segnalazioni da parte del Comune, mai ha saputo o sospettato dell'esistenza di queste problematiche. Ci siamo impegnati subito a risolvere il problema contestato dal Comune, disponibili anche a pagare una sanzione che il Comune stesso avrebbe potuto quantificare, ma via via che il tempo passava l'amministrazione ha invece manifestato sempre di più un irrigidimento dei comportamenti. Questa la successione degli eventi:
1. Presentazione da parte nostra della domanda di sanatoria nel novembre 2014;
2. Il Comune risponde chiedendo un'integrazione solo 7 mesi dopo, nel giugno 2015;
3. Presentiamo l'integrazione entro il mese di ottobre;
4. Dopo ulteriori 3 mesi, solo a febbraio 2016, il Comune ci comunica il diniego della richiesta di sanatoria;
5. A marzo giunge l'ordinanza di demolizione dell'intero edificio, comprese le parti considerate in precedenza non oggetto di contestazione.
Il diniego a comporre positivamente la questione si fonda sostanzialmente sulla non rispondenza dell'edificio alle normative antisismiche ed energetiche introdotte sino al 2015, cosa ovviamente impossibile per un edificio costruito nel 2004 (come peraltro per la quasi totalità degli edifici di Vigodarzere); inoltre non ci viene concessa nemmeno la possibilità di provvedere ai lavori di adeguamento. Se nel 2014 ci avessero subito comunicato le reali intenzioni dell'amministrazione, avremmo risparmiato tempo e impegno lavorativo da parte di molti tecnici, e non avremmo sperperato una significativa quantità di denaro per produrre la richiesta di sanatoria e le relative integrazioni. Trattare il parco Iride come un ecomostro, oltre che ingiusto, ci fa dubitare circa i reali interessi dell'amministrazione comunale, che sta maturando un'idea di sviluppo urbanistico del Comune che ci inquieta e che non ci trova d'accordo. Palesemente dunque non corrisponde al vero la dichiarazione del Consigliere del PD di Vigodarzere Giuffrida, nella quale afferma che alla domanda di sanatoria era stata data risposta positiva e che la decisione di abbattere è della Fondazione.
In questo modo il Comune cosa perde?
1. Un luogo di aggregazione, l'unico in tutto il territorio, in cui i cittadini potevano ritrovarsi e in cui lo stesso Comune organizzava importanti eventi;
2. La sanzione pecuniaria che eravamo disposti a versare;
3. L'Imu che ovviamente non verrà più pagata.
Perchè rinunciare a tutto questo?
Infine ci fa sorridere l'ipotesi di cedere gratuitamente la proprietà del parco Iride al Comune avanzata dallo stesso Giuffrida, al quale consigliamo in veste di dirigente di partito e amministratore pubblico di disquisire su cose che conosce ed evitare affermazioni prive di ogni fondamento logico e giuridico. Infatti, in primo luogo la Fondazione Nuova Società non può dismettere i propri beni, di fatto donandoli a terzi, ma ha come fine statutario il mantenimento e il consolidamento del proprio patrimonio immobiliare e culturale. Su questo la Fondazione è soggetta al controllo di organi interni ed esterni, non ultimo la Regione Veneto. In secondo luogo, il Comune stesso non potrebbe in alcun modo mettere la struttura a disposizione della collettività, date le rigide interpretazioni fornite dal proprio ufficio tecnico. In terzo e ultimo luogo necessita sottolineare come l'inadempimento dell'ordinanza di demolizione comporterebbe non solo, per l'appunto, l'acquisizione della proprietà da parte del Comune, ma anche l'ulteriore beffa di una assai consistente sanzione amministrativa e con tutta probabilità pure di un'ammenda. Crediamo sinceramente non serva aggiungere altro.
Perchè dunque alcuni esponenti dell'amministrazione comunale chiedono che la proprietà del parco Iride passi al Comune?
 

Osservatorio estremismo


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Il blog nasce, su iniziativa del Centro Studi “Ettore Luccini” e della Fondazione Nuova Società di Padova, per approfondire e studiare l’estremismo, la violenza politica, l’eversione dell’ordine democratico, il razzismo e l’antisemitismo. L’attività del blog si concentra sul periodo successivo alla nascita della Repubblica italiana e affronta gli argomenti da un punto di vista storico, attraverso la raccolta, il monitoraggio e l’analisi della documentazione in materia: tesi di laurea, relazioni, sentenze e testi messi a disposizione da ricercatori, archivi, enti di ricerca pubblici e privati.
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