Fondazione Nuova Società

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Parco Iride. Comunicato stampa del 13/04/2016


Come noto il parco Iride di Vigodarzere è oggetto di un'ordinanza di demolizione. Da oltre un anno e mezzo stiamo cercando di risolvere la questione, ma tutti i nostri sforzi sono risultati finora vani. L'amministrazione comunale si è sempre disinteressata della questione, demandando tutto soltanto all'ufficio tecnico, come se il parco Iride fosse una normale questione burocratica e non rappresentasse invece un enorme patrimonio sociale per il paese.

Registriamo quindi con un certo stupore le dichiarazioni del Sindaco Vezzaro giunte negli ultimi 10 giorni, prima a mezzo stampa e poi in un'affollata assemblea pubblica organizzata dalla Fondazione Nuova Società (peraltro va ribadito il fatto che l'unico momento di discussione sul punto si è potuto avere solamente grazie alla buona volontà della Fondazione e dell'associazione parco Iride, non certo per iniziativa delle Istituzioni). Il Sindaco sostiene, ora, che nulla è definitivo (nonostante l'ordinanza sia stata emessa!) e che per evitare l'abbattimento, testualmente, “basta inviare una lettera in cui si chiede di riaprire la questione, e pagare la sanzione”. Insomma, meglio tardi che mai verrebbe da dire... 

Noi prendiamo ovviamente sul serio il Sindaco, non vogliamo pensare che sulle sue parole pesi la campagna elettorale già avviata, per cui informiamo i cittadini di aver spedito quanto richiesto con una raccomandata, inviata via PEC il giorno 12 aprile alle ore 11.59: se c'è una possibilità vogliamo percorrerla fino in fondo!

Abbiamo chiesto di riconsiderare la questione, per cui, una volta bloccati innanzitutto gli effetti dell'ordinanza di abbattimento, abbiamo dato ancora una volta la piena disponibilità a pagare una sanzione e ad eseguire tutti i lavori di messa a norma eventualmente richiesti dall'amministrazione!

Più di così non sappiamo cosa fare, crediamo si tratti dell'ultima opportunità per evitare il peggio... e se le parole del Sindaco hanno un peso, ci aspettiamo finalmente un'assunzione di responsabilità che ci permetta di restituire ai cittadini il loro luogo di ritrovo. Sarebbe la prima volta che ciò avviene: almeno ora, almeno una volta, Sindaco e amministrazione rispondano di ciò che dicono e di ciò che fanno.

 

Comunicato stampa sul parco Iride di Vigodarzere


Il parco Iride, struttura di utilizzo pubblico, conosciuta da tutti i cittadini di Vigodarzere e non solo, così come lo abbiamo conosciuto da metà maggio non esisterà più. Il Comune di Vigodarzere ci impone infatti l'abbattimento dell'intero immobile principale, destinato ad accogliere le attività conviviali, sociali e culturali che sino a qui si sono svolte; lo stesso Comune ha usufruito gratuitamente del parco Iride per attività pubbliche ed istituzionali fino a settembre scorso, e, ironia della sorte, abbiamo ricevuto una richiesta anche per il 22 maggio prossimo, data successiva all'effettuato abbattimento. A dimostrazione di tutto questo vige da 20 anni tra Fondazione e Comune una convenzione a titolo gratuito per fruire del luogo.
Il fatto, che per noi è traumatico, avverrà a causa dell'ordinanza dell'amministrazione comunale, la quale ha ritenuto che la struttura del parco Iride sia un abuso essenziale. Concretamente è bene ricordare che l'abuso contestato riguarda un ampliamento della superficie di circa 35 cm di larghezza (per un totale di 37 mq) e la diversa pendenza del tetto. Ricordiamo che in quel luogo avremmo potuto costruire altri 300 metri cubi nel pieno rispetto del piano regolatore, della destinazione d'uso e dei confini; e questo non è stato fatto per i desideri, ma soprattutto i valori, dei volontari che hanno realizzato l'opera, i quali non avevano alcuna finalità di speculazione immobiliare ma solo finalità sociali. Tali supposte difformità sono state quindi realizzate in buona fede con un unico impegno: dare vita a Vigodarzere ad un luogo in cui tutti i cittadini potessero ritrovarsi.
Ma riportiamo ora i fatti.
La Fondazione, fino alle prime segnalazioni da parte del Comune, mai ha saputo o sospettato dell'esistenza di queste problematiche. Ci siamo impegnati subito a risolvere il problema contestato dal Comune, disponibili anche a pagare una sanzione che il Comune stesso avrebbe potuto quantificare, ma via via che il tempo passava l'amministrazione ha invece manifestato sempre di più un irrigidimento dei comportamenti. Questa la successione degli eventi:
1. Presentazione da parte nostra della domanda di sanatoria nel novembre 2014;
2. Il Comune risponde chiedendo un'integrazione solo 7 mesi dopo, nel giugno 2015;
3. Presentiamo l'integrazione entro il mese di ottobre;
4. Dopo ulteriori 3 mesi, solo a febbraio 2016, il Comune ci comunica il diniego della richiesta di sanatoria;
5. A marzo giunge l'ordinanza di demolizione dell'intero edificio, comprese le parti considerate in precedenza non oggetto di contestazione.
Il diniego a comporre positivamente la questione si fonda sostanzialmente sulla non rispondenza dell'edificio alle normative antisismiche ed energetiche introdotte sino al 2015, cosa ovviamente impossibile per un edificio costruito nel 2004 (come peraltro per la quasi totalità degli edifici di Vigodarzere); inoltre non ci viene concessa nemmeno la possibilità di provvedere ai lavori di adeguamento. Se nel 2014 ci avessero subito comunicato le reali intenzioni dell'amministrazione, avremmo risparmiato tempo e impegno lavorativo da parte di molti tecnici, e non avremmo sperperato una significativa quantità di denaro per produrre la richiesta di sanatoria e le relative integrazioni. Trattare il parco Iride come un ecomostro, oltre che ingiusto, ci fa dubitare circa i reali interessi dell'amministrazione comunale, che sta maturando un'idea di sviluppo urbanistico del Comune che ci inquieta e che non ci trova d'accordo. Palesemente dunque non corrisponde al vero la dichiarazione del Consigliere del PD di Vigodarzere Giuffrida, nella quale afferma che alla domanda di sanatoria era stata data risposta positiva e che la decisione di abbattere è della Fondazione.
In questo modo il Comune cosa perde?
1. Un luogo di aggregazione, l'unico in tutto il territorio, in cui i cittadini potevano ritrovarsi e in cui lo stesso Comune organizzava importanti eventi;
2. La sanzione pecuniaria che eravamo disposti a versare;
3. L'Imu che ovviamente non verrà più pagata.
Perchè rinunciare a tutto questo?
Infine ci fa sorridere l'ipotesi di cedere gratuitamente la proprietà del parco Iride al Comune avanzata dallo stesso Giuffrida, al quale consigliamo in veste di dirigente di partito e amministratore pubblico di disquisire su cose che conosce ed evitare affermazioni prive di ogni fondamento logico e giuridico. Infatti, in primo luogo la Fondazione Nuova Società non può dismettere i propri beni, di fatto donandoli a terzi, ma ha come fine statutario il mantenimento e il consolidamento del proprio patrimonio immobiliare e culturale. Su questo la Fondazione è soggetta al controllo di organi interni ed esterni, non ultimo la Regione Veneto. In secondo luogo, il Comune stesso non potrebbe in alcun modo mettere la struttura a disposizione della collettività, date le rigide interpretazioni fornite dal proprio ufficio tecnico. In terzo e ultimo luogo necessita sottolineare come l'inadempimento dell'ordinanza di demolizione comporterebbe non solo, per l'appunto, l'acquisizione della proprietà da parte del Comune, ma anche l'ulteriore beffa di una assai consistente sanzione amministrativa e con tutta probabilità pure di un'ammenda. Crediamo sinceramente non serva aggiungere altro.
Perchè dunque alcuni esponenti dell'amministrazione comunale chiedono che la proprietà del parco Iride passi al Comune?